Di seguito lettera aperta a firma Fabio Rainieri

Di seguito una letta aperta a firma Fabio Rainieri, segretario nazionale della Lega Nord Emilia a un anno dal terremoto del 2012

Un anno è passato da quel maledetto 20 maggio 2012 quando, alle 04:03:52 in Emilia tutto è cambiato.  La terra ha tremato dando il via a una infinita serie di scosse che hanno devastato il nostro territorio.

Di quei giorni ricordiamo ancora oggi il rumore delle scosse, la polvere nell'aria e il pianto disperato di chi, in un momento, ha perso amici, parenti, casa e lavoro.

Un dramma al quale ha fatto seguito l'abbandono. Al di là delle prime vane promesse, nulla è successo. Monti e i suoi ministri sono venuti a farsi riprendere dalle telecamere dei tg e hanno promesso interventi che mai hanno realizzato.

Lo stesso ha fatto il governatore Vasco Errani che, dopo essere stato nominato commissario straordinario per l'emergenza terremoto, ha promesso interventi e aiuti. Il risultato? Solo parole.

E oggi? Oggi nulla è cambiato. I ministri Delrio e Kyenge sembrano interessati a tutto salvo che alla difesa delle nostre terre. La ministra Kyenge, soprattutto, dovrebbe smetterla di pensare allo Ius soli e cominciare a pensare alla terra che l'ha accolta.

Invece, come hanno fatto i parlamentari emiliani della scorsa legislatura prima di loro, fanno finta di niente. Intanto l'Emilia si è rimboccata le maniche. Chi ha messo in sicurezza la propria azienda o la propria casa l'ha fatto da solo.

Nel silenzio del governo la Lega si è mossa. Ha raccolto fondi per i Comuni colpiti, ha raccolto beni di prima necessità da inviare ai campi di prima accoglienza, ha destinato alle terre terremotate un milione del proprio finanziamento pubblico...

L'Emilia è stanca. Abbandonata da tutti quelli che poi, davanti alle televisioni, indossano i panni dei salvatori, chiede rispetto. Quel rispetto che si deve a una terra operosa che ha sempre lavorato e pagato le tasse. Una terra onesta e forte abbandonata nel momento del bisogno proprio da chi avrebbe dovuto proteggerla.

Un anno è passato da quel giorno e purtroppo nulla sembra essere cambiato.


Fabio Rainieri

Segretario Nazionale Lega Nord Emilia

19 maggio 2013

raccolta firme

Lega Nord Parma

comunica che sabato 18 Maggio 2013 inizierà la raccolta firme contro l’abolizione del reato di clandestinità, l’ipotesi d’introduzione della cittadinanza facile per merito di nascita “ius soli” ed il mantenimento del 75% delle tasse nelle regioni dove sono state generate. 
I cittadini potranno recarsi a firmare presso la sede della Lega Nord Parma sita in via San Leonardo 197/A (rotatoria autostrada) dalle ore 15 alle ore 18.30.  
Per informazioni: mail:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. info – telefono 0521 1523106

IMMIGRAZIONE, IUS SOLI, BERNARDINI (LN) A PIZZAROTTI (PARMA): “SI METTA D’ACCORDO CON GRILLO”

UFFICIO STAMPA LEGA NORD REGIONE EMILIA ROMAGNA

 

IMMIGRAZIONE, IUS SOLI, BERNARDINI (LN) A PIZZAROTTI (PARMA): “SI METTA D’ACCORDO CON GRILLO”

IL CONSIGLIERE REGIONALE E RESPONSABILE DIPARTIMENTO: "IL SINDACO AFFOSSA IL QUOZIENTE FAMILIARE, MA DISPENSA CITTADINANZE"

 

“Per fortuna che Grillo disse che lo ius soli è ‘senza senso’. Pizzarotti vada a leggersi le dichiarazioni del suo leader. E una buona volta si mettano d’accordo”. 

A dirlo è il consigliere regionale e responsabile del dipartimento 'Sicurezza, giustizia e immigrazione' della Lega Nord Federale Manes Bernardini, commentando l’apertura espressa ieri a Bologna alla cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia da parte del sindaco di Parma Federico Pizzarotti.

“Pizzarotti si vada a leggere le dichiarazioni scritte da Grillo sul suo blog - dice l'esponente del Carroccio -. Per il suo capo lo ius soli è utile solo a ‘distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi’. Si parlino e stabiliscano una linea, almeno su questo tema.

Fa rabbia costatare che un sindaco, dopo aver fatto fuori il quoziente familiare, si dice disponibile a favorire l’affluenza di migliaia di immigrati, a cui garantire welfare e sanità secondo una schizofrenica logica delle priorità.

L’unica attenuante che gli concediamo è quella di aver riconosciuto la necessità che gli immigrati abbiano un lavoro. Criterio, lo ricordiamo, introdotto dal ministro dell’Interno Roberto Maroni secondo gli standard delle più avanzate democrazie europee. Le stesse che oggi stanno introducendo una ‘stretta’ sull’immigrazione, consapevoli che in tempi di crisi la priorità è difendere e tutelare i propri cittadini, non dispensare benefici agli ultimi arrivati”.

 

Giovedì 9 maggio 2013

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